AGATA

NOTE DI REGIA

La parola al regista, Giacomo Boeri.

Protagonista del film é Agata, una donna sulla quarantina adagiata in una piccola realtà fatta di abitudini e di un lavoro solitario che la mette in contatto piú con la morte che con la vita. Agata é una tassidermista, di mestiere restituisce a creature ormai inespressive un apparente alito di vita. La vita, quella vera, sotto forma di un cilindro metallico, decide un giorno di bussare alla sua porta e di strapparla per sempre da quella strada giá battuta e prevedibile che é la sua esistenza. Il cilindro e il kit di auto-inseminazione sono un punto di partenza per parlare del surreale: il progresso della tecnologia, delle scoperte scientifiche, rendono possibili situazioni prima inimmaginabili e le propongono quasi fossero degli eventi banali. Il ventaglio delle possibilitá si è amplificato esponenzialmente: l’unico modo di adattarsi a questo bombardamento di alternative è, forse, quello di scegliere con “leggerezza”. Non esiste piú un’ unica strada giusta, nel caso specifico un unico modo per mettere al mondo una creatura. Oggi ci sono tante strade. E in mancanza di punti di riferimento forti, quello che capita finisce inevitabilmente per essere ció a cui ci attacchiamo con tutte le nostre forze e convinzioni. In questo panorama anche le relazioni umane non costituiscono piú un vero punto di riferimento, ma sono elementi aleatori, effimeri, che non affondano radici profonde nella consuetudine e nella familiaritá, ma nel caso. Il film vive a metà strada tra il tragicomico e il surreale. Vorrei accompagnare lo spettatore in un piccolo cosmo fatto di paradossi e assurdità, una metafora in piccolo della realtà attuale. Il numero molto ridotto di dialoghi e personaggi offre la possibilità di esplorare nel profondo emozioni e sensazioni attraverso le immagini. In sintesi, desidero raccontare una piccola storia che racchiuda in sé l'essenza di qualche cosa di più grande e comune a tutti noi.

 Da TuttoMilano - la Repubblica

Da TuttoMilano - la Repubblica

da GIOIA

 dal Corriere del Veneto

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